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Prefazione Questa pagina ha lo scopo di far conoscere, la storia, le discipline e le differenze tra le specialità della Kick Boxing, in quanto essendo uno sport "giovane" non è ben conosciuto da molti. L'idea che molti hanno di questo sport è confusa e molto vaga, in quanto influenza da dicerie e da film che non corrispondono alla totale verità. Pertanto, cercheremo di essere più chiari possibili, e comunque per qualsiasi altra informazione o chiarimento non esitate a contattare la sede della società sportiva. La storia della Kick Boxing La prima Arte Marziale nipponica conosciuta dagli occidentali fù il Judo in seguito all'occupazione del Giappone, nella 2^ guerra mondiale, da parte delle truppe americane. Cosi intorno agli anni 50, gli americani, furono i primi ad invitare esperti marzialisti nipponici negli Stati Uniti per una serie di esibizioni che inizialmente rimasero nell'ambito delle forze armate e successivamente passarono tra i civili. Dopo il Judo fù il Karate la seconda arte nipponica ad essere esportata e ad incontrare un immediato successo (erano gli anni 60), e sull'esempio di quanto aveva fatto il Giappone anche altre Arti Marziali asiatiche come il Taekwondo coreano e il Kung Fu cinese fecero capolinea in occidente, poco più tardi, con egual fortuna. Karate, Taekwondo, Judo, Kung Fu e la Boxe inglese naturalmente stanno alla base della moderna Kick Boxing. Il periodo che và dalla fine degli anni 50 e i primi anni 60 fù fondamentale per la diffusione delle discipline orientali che rapidamente fecero il giro del mondo, guadagnando alla loro causa migliaia e poi milioni di adepti. I films made in Hong Kong (dell'astro nascente della cinematografia marziale, il mitico, BRUCE LEE) che furoreggiavano in ogni parte del globo dal 72 al 75, fecero la fortuna di molti proprietari di palestre, masse enormi di persone, infatti, si riversarono in esse alla ricerca dell'impossibile o dell'esotico ma scoprendo le Arti Marziali, ben presto molti se ne andarono scoprendo che non vi era nulla di misterioso in quello che facevano ma molti altri rimasero a praticare. In America intanto (mentre in Italia le federazioni ufficiali di Karatè erano la WUKO e la IAKF) esistevano già una miriade di organizzazioni di Arti Marziali. Noto crogiolo di popoli gli Stati Uniti hanno la vitale necessità di far convivere popoli diversi con culture diverse, quando le Arti Marziali hanno deciso di sportivizzarsi, di diventare cioè sport praticato da tutti, hanno necessariamente dovuto inventare un regolamento di gara che permettesse ai diversi praticanti di Karate, Taekwondo e Judo di misurarsi sulla base di una convenzione sportiva, in verità. vi furono altri fattori che determinarono in America questa novità, per esempio la necessità di rendere lo sport marziale più spettacolare, più fluibile dal grande pubblico per attrarre i mass media e quindi gli sponsor, mantenere per esempio l'uso della lingua giapponese nell'arbitraggio del Karatè e del Coreano in quello del Taekwondo significava rivolgersi solo ad un pubblico di indottrinati e non di spettatori occasionali. Cosi unitamente alla passione innata nel popolo americano per il combattimento, nel desiderio di offrire uno sport di combattimento vero, nacque il 14 settembre 1974 il Full Contact Karatè che sovvertiva completamente il vecchio modo di fare Karatè, proprio in questa data nella Los Angeles Cow Arena venne presentato il primo Campionato del Mondo Professionistico che si disputò tra un pugno di americani e pochi europei. Nel Karatè sportivo tradizionale si mima un combattimento vero, i colpi vanno si lanciati con la maggiore forza e determinazione possibile verso gli obbiettivi consentiti, ma occorre arrestare poi il colpo a pochi millimetri dall'avversario, un calcio và a segno un pugno può toccare, ma non può in alcun caso essere affondato, è l'arbitro che determina se quel colpo di calcio o di pugno può valere la vittoria o meno, l'atleta non ha la sensazione esatta del valore della tecnica. Questa situazione arbitrale non ha mai soddisfatto l'esigenza degli atleti più forti, che a volte erano penalizzati dal regolamento di gara. Nel Full Contact Karatè invece i colpi potevano essere affondati, ovviamente bisognava coprire le mani e i piedi, le parti del corpo usate per colpire, con speciali protezioni. JOE LEWIS aveva scoperto il Karatè sotto le armi, come BILL WALLACE del resto, quando era un marines di istanza a OKINAWA, dopo un solo anno di pratica tornato in America, incominciò la sua straordinaria carriera di atleta nei vari circuiti OPEN e col fisico possente che si ritrovava divenne rapidamente una superstars. MIKE ANDERSON nativo di Oklaoma con sangue indiano nelle vene, era invece un praticante di Taekwondo, fù un valido atleta agli esordi nei circuiti Texani, successivamente portò in Germania, dove visse come militare per 5 anni, il Taekwondo e durante questo periodo ebbe come allievo un certo GEORG BRUCKNER di Berlino, ma Mike ben presto preferì occuparsi della promozione dell' AMERICAN KARATE come si chiamava all'ora o TEXQUANDO che è l'anagramma di TEXAS e TAEKWONDO, uomo sicuramente geniale Mike Anderson divenne in pochi anni editore di riviste di Arti Marziali, produttore di uniformi, di protezioni per lo sport e di spettacolo, la sua idea era buona, allestire incontri di Full Contact vendere i diritti televisivi a qualche grande emittente e trovare sponsor per sè e per lo sport, la formula purtroppo funzionò solo in parte anche perché‚ Mike stava precorrendo i tempi enormemente. JOE LEWIS che già bazzicava nell'ambiente del cinema mise in contatto Mike Anderson con gli UNIVERSAL STUDIOS fece incontrare Mike con Don QUAN che divenne suo socio nella famosa PROFESSIONAL KARATE ASSOCIATION e nella produzione di un nuovo spettacolo sportivo, il 1° mondiale di Full Contact Karate il debutto fù emozionante ed ebbe un grande successo di pubblico, pensate 12.000 spettatori accorsi ad assistere al 1° mondiale della storia del Full Contact in Germania, era appunto il 14 settembre 1974 gli atleti americani che andavano sotto il nome di JOE LEWIS, BILL WALLACE, JEFF SMITH, HOWARD JAJACKSON E ISAIA DUENAS tutti grandi affermati campioni di Karatè americano furono posti a degli sprovveduti europei, che guarda caso erano stati selezionati in Europa nientemeno che da GEORG BRUCKNER, gli americani batterono facilmente gli avversari per lo più per K.O. e così nacque ufficialmente il nuovo modo di intendere e di praticare il Karatè. Anche se il contratto televisivo fu meno suntuoso del previsto. Se da una parte quel mondiale storico fù un enorme successo, dall'altra mise a nudo una situazione paradossale, quei pochi professionisti americani lanciati nel nuovo sport avevano il deserto dietro di se, non vi erano cioè praticanti, non vi erano regole, ne metodiche per apprendere quella disciplina, non vi era una vera organizzazione, vi era solo una grande intuizione e un pugno di uomini decisi a portarla avanti, eravamo nel 1975 ormai GEORG BRUCKNER pioniere della Kick Boxing europea promosse uno storico EUROPA - AMERICA nella Deutschlandhalle di Berlino. Il francese DOMINIQUE VALERA', un anno dopo, (cacciato dalla WUKO per aver colpito un arbitro nel corso del suo ultimo mondiale a LONG BEAC nel 75) passati tre mesi ad apprendere il nuovo sport da BILL WALLACE negli USA promosse con l'aiuto della rivista francese KARATE la stessa cosa al DECUPADEN di Parigi un successo immediato di pubblico, più che di critica, in tutta Europa. Nel 1976 GEORG BRUCKNER insieme ad un gruppo di amici Europei fonderà la WAKO (WORLD ALL STYLE KICK BOXING ORGANIZATION) un organismo che anche nel nome cercava agli inizi di contrapporsi alla WUKO e tenne i suoi primi europei in Germania. A quel tempo la FIAM (Federazione Italiana Arti Marziali un organismo che era nato nel 1974 e che si occupava di Karatè) guidata dal presidente Ennio Falsoni, era alla ricerca di sbocchi internazionali. Falsoni vide in Germania i Campionati Tedeschi durante i quali conobbe l'americano ALL DACASCOS e i suoi allievi praticanti di Kung Fu, che gareggiavano insieme a Taekwondoca, Karateka e chissà cos'altro ancora, e rimase veramente affascinato proprio da quell'idea, il Karatè sportivo all'americana con guantoni e parapiedi riusciva a far convivere tutti i praticanti di Arti Marziali, nessuno escluso. L'anno dopo era il luglio 1977, Falsoni, coronò un vecchio sogno organizzando uno storico stage al CIOCCO in provincia di LUCCA con l'americano Bill Superfoot Wallace dove ebbe 150 persone, tra cui il M° Vincenzo De Luca attuale Presidente e Direttore Tecnico della Società Goshin Ryu Karate, fù un amore prima vista per molti dei convenuti che furono poi i divulgatori di questa disciplina in Italia, Falsoni conquistato definitivamente dal nuovo modo di intendere il Karate si buttò anima e corpo nella nuova avventura prese contatto con Georg Bruckner e grazie a Jeert Lemmens riuscì ad avere l'esclusiva della WAKO in Italia per la FIAM, nel 1978 l'Italia ha partecipato attivamente al movimento WAKO contribuendo a far crescere l'organizzazione mondiale, e promuovendo un gran numero di manifestazioni. Falsoni divenne ben presto segretario generale della WAKO e successivamente vice presidente, nel 1983 Georg Bruckner per ragioni personali si dimise da Presidente e nel congresso di GRAZ del 1984 Falsoni venne eletto alla guida dell'organizzazione, carica che detiene attualmente. Ma le cose per il Full Contact Karatè si stavano mettendo male sul piano politico, in molti paesi le varie federazioni ufficiali di Karatè tradizionale, insorsero minacciando di agire per vie legali se non fosse stata abbandonato l'uso della parola Karatè, sulle prime resistette ma successivamente si rese conto che era stupido e forse controproducente continuare a chiamare Karatè la nuova disciplina, cosa aveva in comune con il Karatè tradizionale, le posizioni erano diverse le tecniche di pugno assomigliavano più a quelle della Boxe, per i calci utilizzava più calci del Taekwondo che del Karatè, in più voleva sistemare la nuova disciplina, dare ad essa dei programmi didattici, cioè creare intorno ad essa un movimento di massa e di praticanti che avessero dei programmi da seguire, cosi decise di utilizzare la parola inglese KICK BOXING che significa tirare calci e pugni ossia proprio quello che facciamo. In seguito la Kick Boxing ha avuto una crescita internazionale costante con mondiali memorabili come quello di Budapest nel 1985 con 24.000 spettatori in due giornate; Quello promosso proprio da Georg Bruckner nell'87 nello stupendo palazzo dello Sport di Monaco di Baviera dove si contarono 16.000 spettatori in due giorni; a Mestre in provincia di Venezia sono stati battuti tutti i record precedenti soprattutto per quanto riguarda numero di atleti e di paesi partecipanti, ma questa è già storia di oggi.
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